La sicurezza in laboratorio è un obiettivo primario: i dispositivi di protezione individuale e collettiva devono essere conformi alle direttive europee che regolano le loro destinazioni d’uso e la loro progettazione. I livelli di qualità e di sicurezza dei dispositivi di protezione individuale devono infatti essere certificati conformemente ai requisiti essenziali di igiene e di sicurezza. Per garantire la sicurezza in laboratorio, i dispositivi di protezione individuale sono in genere monouso e permettono di proteggere le parti del corpo che possono arrivare a diretto contatto con materiali pericolosi (i guanti monouso per le mani, gli occhiali a mascherina per gli occhi…), fino a ricoprire tutto il corpo. Per gli operatori che svolgono attività in condizioni particolari, come nelle clean room, oppure per le operazioni di criogenia, sarà necessario utilizzare dispositivi di protezione specifici.
Una delle situazioni più sensibili dal punto di vista della sicurezza in laboratorio è lo smaltimento dei rifiuti. Molti rifiuti prodotti dalle procedure eseguite in laboratorio sono pericolosi, perché potenzialmente tossici, infiammabili o contaminati da microrganismi patogeni. E’ necessario perciò adottare misure particolari per assicurare le condizioni di sicurezza; in laboratorio si devono utilizzare sempre contenitori specifici per lo smaltimento dei rifiuti biologici, per lo smaltimento di rifiuti citotossici e per lo smaltimento di aghi, siringhe e oggetti taglienti. Anche le cappe chimiche e le cabine biologiche sono dispositivi di protezione: consentono infatti al personale di lavorare in condizioni di sicurezza in laboratorio, evitando il contatto con i fumi tossici prodotti da reazioni chimiche e con batteri o virus; la protezione è garantita da un costante flusso d’aria che evita la contaminazione dell’ambiente e dell’operatore. |