La parte attiva del pH-metro è l’elettrodo, costituito da una membrana di vetro speciale, che viene posto a contatto con la soluzione oggetto della misurazione. Questa membrana di vetro possiede la particolare proprietà di scambiare elettroni con la soluzione all’interno della quale viene immersa. La membrana viene modellata in genere sotto forma di bulbo, all’interno del quale si pone una soluzione tampone a pH noto e stabile. Tra questa soluzione di riempimento e la soluzione sotto esame si stabilisce una differenza di potenziale che dipende dal pH della soluzione esterna. Il pH-metro rileva la differenza di potenziale e la mostra sul display in millivolt (mV) o, dopo una conversione, in unità pH. La scelta, la cura e la verifica degli elettrodi sono fondamentali per assicurare il buon funzionamento del pH-metro, per questo motivo è fortemente consigliato l’uso periodico di soluzioni di pulizia e standard per la taratura dello strumento.
Negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica del pH-metro ha portato sul mercato strumenti per la misurazione del pH sempre più compatti e facilmente trasportabili, ma comunque affidabili dal punto di vista delle prestazioni. I pH-metri di produttori diversi mostrano oggi caratteristiche e performance piuttosto simili tra loro: le principali differenze riguardano in genere i tempi di risposta durante la misurazione del pH e la presenza di funzioni speciali. In circolazione ci sono numerosi modelli, in grado di soddisfare le diverse esigenze. Gli strumenti più semplici permettono di ottenere velocemente misurazioni precise e dispongono di funzioni molto utili per effettuare numerose misurazioni in serie, come, per esempio la possibilità di trasferire i dati ad un PC o ad una stampante, il riconoscimento automatico dei campioni, la possibilità di memorizzare un alto numero di misurazioni. |