I guanti monouso sono i dispositivi di protezione individuale utilizzati più spesso dagli operatori, per compiere quasi tutte le operazioni di laboratorio. I guanti monouso devono garantire sicurezza, igiene e protezione, ma anche permettere all’operatore di conservare la sensibilità e la manualità necessarie per compiere le operazioni che richiedono maggiore precisione e accuratezza. La selezione dei guanti monouso dovrebbe essere eseguita tendendo ben presente quali sono le attività e i processi di lavorazione compiuti dall’operatore e tenendo in considerazione anche le condizioni lavorative e i rischi coinvolti. E’ buona norma anche verificare i dati forniti dall’industria produttrice dei guanti monouso e le indicazioni d’uso relative alle criticità alle normative imposte a seconda dell’attività svolta.
I guanti monouso più comuni sono prodotti in lattice e sono disponibili in modelli diversi, progettati per usi più specifici: non sterili, sterili per uso chirurgico, ginecologico o dentistico, oppure per pronto soccorso. Nei cataloghi delle aziende che producono strumenti di laboratorio sono sempre presenti articoli per la protezione degli arti superiori: coprimaniche, creme barriera, sottoguanti etc. I guanti monouso vengono prodotti anche in altri materiali (in nitrile, in politene, in neoprene, in policloroprene) e in diversi modelli che garantiscono maggiore protezione rispetto a sostanze corrosive o contaminanti. Ciascun modello possiede caratteristiche particolari: diversi livelli di resistenza alla penetrazione di sostanze chimiche o microrganismi e differente resistenza rispetto ad abrasioni, strappi, tagli, perforazioni. Esistono anche guanti monouso progettati per eseguire operazioni che richiedono la manipolazione di oggetti molto piccoli e fragili e necessitano una notevole manualità. |