Le centrifughe da laboratorio possono servire per separare la componente solida e la componente liquida in un fluido più o meno viscoso, oppure vengono utilizzate per separare due solidi con diversa densità all’intero di un liquido. La separazione avviene grazie all’azione della forza centrifuga generata nel cestello interno dello strumento. Esistono numerosi modelli di centrifughe da laboratorio altamente specializzati e concepiti per svolgere operazioni particolari come le centrifughe per ematocrito o le centrifughe per microprovette. I modelli più comuni sono centrifughe da banco, dedicate ad applicazioni cliniche a bassa velocità, ma in grado di sostenere un’alta capacità di lavoro, ideali quindi per i grandi laboratori clinici.
Anche i modelli più semplici di centrifughe da laboratorio sono progettati per rispondere ai più severi standard internazionali, ed offrono una protezione assoluta dell’operatore, grazie ad una serie di meccanismi come, per esempio, il sensore di sbilanciamento, la doppia chiusura di sicurezza del coperchio, il rivestimento corazzato della camera e ad una serie di dispositivi che permettono di lavorare con semplicità ed in assoluta sicurezza. Le centrifughe da laboratorio sono dotate di microprocessore e motore a induzione magnetica. La presenza del microprocessore consente una serie di operazioni di programmazione e la memorizzazione dei parametri di centrifugazione. Ci sono vari tipi di centrifughe per tutte le esigenze: dalle più semplici centrifughe da banco fino alle centrifughe (ventilate, refrigerate, a ciclo rapido, a capacità variabile, di sicurezza biologica). Sono inoltre disponibili anche tutti gli accessori che corredano la centrifuga e ne assicurano l’uso corretto: per esempio le provette da centrifuga e i relativi tappi, oltre agli adattatori e ai riduttori per le provette. |