La cappa a flusso laminare può essere di diverse dimensioni e diversi modelli, a seconda delle esigenze del laboratorio. All’interno di una cappa a flusso laminare, l’area di lavoro viene investita da una corrente d’aria sterile che mantiene una velocità costante e uniforme, prodotta da un ventilatore che viene comandato elettronicamente. Questo flusso costante di aria sterile serve per assicurare la protezione dell’area di lavoro dalla contaminazione di particelle inerti e viventi presenti nell’aria. La sterilizzazione dell’aria è garantita dalla presenza di un filtro HEPA. La cappa a flusso laminare permette anche la protezione degli operatori di laboratorio durante le operazioni effettuate all’interno della cappa. La maggior parte delle cappe da laboratorio infatti possiede un sistema di ricircolo interno dell’aria che aspira l’aria e gli eventuali fumi prodotti, creando una barriera di protezione per l’operatore.
Ci sono diversi modelli di cappe a flusso laminare, ad esempio quelle dotate di filtro assoluto HEPA, elettroventilatore e regolatore elettronico della velocità dell’aria. Il regolatore automatico della velocità dell’aria permette di evitare la regolazione manuale della potenza del ventilatore in funzione dell’intasamento del filtro. Il catalogo propone sia cappe a flusso laminare verticale sia cappe a flusso laminare orizzontale. La cappa a flusso laminare verticale è particolarmente indicata per proteggere l’operatore dai flussi d’aria provenienti dalla cappa, come nel caso di manipolazione di sostanze maleodoranti o potenzialmente irritanti. La possibilità di passaggio dell’aria contaminata attraverso le tenute perimetrali della cappa a flusso laminare viene eliminata grazie ad un dispositivo che mantiene l’intero perimetro del filtro in pressione negativa rispetto all’area di lavoro. Esistono anche altri strumenti per la creazione di ambienti di lavoro a bassa contaminazione, come per esempio le cappe per anaerobiosi, le cappe chimiche e diversi sistemi aspiranti per polveri, aerosol, vapori. |