La Buona Prassi di Laboratorio riguarda in particolare l'ispezione e la verifica delle procedure organizzative in laboratorio e delle condizioni in accordo alle quali vengono programmate, svolte, registrate e comunicate le ricerche di laboratorio per le prove non cliniche. Le prove non cliniche, che devono essere condotte secondo la Buona Prassi di Laboratorio, sono le prove effettuate ai fini previsti dalle regolamentazioni vigenti e volte a valutare la sicurezza di impiego dei prodotti chimici sull'uomo, sugli animali e sull'ambiente. Bisogna precisare che le regole della Buona Prassi di Laboratorio non entrano nel merito della scientificità dei saggi: l’obiettivo della Buona Prassi di laboratorio infatti non è quello di stabilire tra due o più prove tossicologiche quale sia la più appropriata. L’obiettivo della BPL è quello di definire un codice di comportamento generale che può essere applicato a qualsiasi tipo di sperimentazione.
La Buona Prassi di Laboratorio si è sviluppata infatti per eliminare una serie di lacune e imprecisioni comuni nell’esecuzione di molte procedure di laboratorio: l’omissione di dati, il mancato rispetto dei protocolli, l’inadeguatezza delle strutture di alcuni laboratori, l’insufficiente livello di manutenzione delle apparecchiature… Le condizioni per il rilascio delle certificazioni di conformità dei Centri di saggio alla Buona Prassi di Laboratorio vengono valutate sulla base di verbali ispettivi. Per ottenere la certificazione di conformità è necessario che il Centro di Saggio faccia una richiesta di certificazione secondo quanto previsto dal Decreto legislativo 120/92 ed allegare la scheda riassuntiva delle caratteristiche del Centro di saggio predisposta dalla Commissione di coordinamento tra gli Uffici. La materia è di competenza del Ministero della Sanità, Dipartimento della Prevenzione Ufficio X°. |